Raffaella Carrà, sapete perché si chiamava così? Resterete senza parole

Il nome d’arte dell’amata attrice e conduttrice le fu dato da un noto regista.

Raffaella Maria Roberta Pelloni, in arte Raffaella Carrà è stata un’attrice, cantate, ballerina, autrice e conduttrice televisiva e radiofonica. Ne hanno annunciato la triste scomparsa ieri, 5 Luglio dopo aver lottato a lungo contro una difficile malattia.

 Raffaella Carrà, sapete perché si chiamava così? Resterete senza parole
Raffaella Carrà (Screenshot Instagram)

Ma da dove proviene lo pseudonimo con il quale e diventata celebre? La storia risale al 1960, quando Raffaella conseguì il diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia.

In quello stesso anno la Carrà ottenne dei ruoli nei film, La lunga notte del ’43 di Florestano Vancini e Il peccato degli anni verdi di Leopoldo Trieste.

La storia sull’origine del nome di Raffaella Carrà

In quei primi anni di attività, la carriera della Carrà stava procedendo a rilento, muovendo i primi passi anche in teatro e in qualche ospitata radiofonica e televisiva.

Anche se non c’è una vera e propria data di “battesimo” l’attribuzione del soprannome spetta al regista Dante Guardamagna.

L’uomo infatti era appassionato d’arte e ha accostato il nome di Raffaella che evoca il pittore e architetto rinascimentale Raffaello Sanzio, a quello del pittore nato in provincia di Alessandria, Carlo Carrà.

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La fusione dei due altisonanti nomi non ha portato i suoi frutti nell’immediato, con il tempo però ha ripagato l’amata showgirl. Quando la Carrà ha definitivamente abbandonato il cinema per dedicarsi ai progetti televisivi, la sua notorietà e arrivata alle stelle.

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A tal punto che il nome stesso è stato fonte di ispirazione, come ad esempio le trasmissioni di successo Carramba che sorpresa, dal 1995 al 1998 e Carramba che fortuna dal 1998 al 2001 e nel 2008.

Il titolo in questa occasione è stato ideato da Sergio Japino, compagno della conduttrice in quel periodo e dal giornalista e regista televisivo Brando Giordani, mentre si trovavano a Cala Piccola, sul Monte Argentario, davanti alla residenza estiva di Raffaella Carrà.

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