Massimo Giletti, svelate le atroci sofferenze di un tempo: che dramma!

Il noto conduttore Massimo Giletti ha raccontato alcuni episodi della sua infanzia e giovinezza dei quali i suoi fan non erano a conoscenza: storie incredibili di un giovane uomo.

Massimo Giletti, quel precedente invitante con la giornalista: tutta la verità
Massimo Giletti (Foto da Instagram)

Terminata con soddisfazione la prima stagione di Non è l’Arena su La7 dopo il suo rocambolesco passaggio all’emittente di Urbano Cairo, Massimo Giletti si gode le meritate vacanze ed il riposo del guerriero.

In un’intervista al settimanale Maria con te, il presentatore torinese parlato della sua vita, ed in particolare si è soffermato sul rapporto particolare e delicato che lo lega alla fede ed alla religione.

Le rivelazioni, tanto inattese quanto sorprendenti, hanno stupito i fan di Giletti. Ma di cosa si tratta?

Massimo, un’infanzia difficile

Il presentatore ha rivelato di aver condotto finora, nel corso della sua vita, oltre trenta pellegrinaggi a Lourdes.

Massimo Giletti, ecco dove lo vedremo
Massimo Giletti, conduttore tv (Instagram)

Non si è trattato semplicemente di fede e desiderio personale, ma anche dell’amore per il volontariato che l’ha spinto ad avere molti incontri ravvicinati con i malati.

Infatti Massimo Giletti ha lavorato per vent’anni in piscina e molti dei suoi viaggi sono stati svolti in treno. L’incontro con il mistico santuario lo ha segnato profondamente, fin da quando la prima volta si recò lì in pellegrinaggio con sua madre e sua nonna.

Sono andato a Lourdes per la prima volta quando avevo dieci anni con mia madre e mia nonna. Rimasi subito colpito da quel luogo.

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D’altronde, Massimo aveva sperimentato sulla propria pelle i disagi di una sofferenza fisica. Nel corso della medesima intervista il giornalista ha infatti raccontato di come nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza fosse stato affetto da una grave forma di scoliosi.

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Una malattia tanto grave ed invasiva da costringerlo ad indossare busti in gesso e corsetti, che lo ha accompagnato per tutta l’adolescenza, temprando il carattere dell’uomo che è diventato oggi.

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