Denise Pipitone, l’ex pm esce allo scoperto e tuona: “La bambina è scappata…” Colpo di scena

Non si placano le voci intorno al caso di Denise Pipitone, tornato alla ribalta quest’anno: a parlare è l’ex pm Maria Angioni.

Piera Maggio e Denise Pipitone (Instagram)
Piera Maggio con la figlia Denise Pipitone (Instagram)

Scende in campo Maria Angioni, l’ex pm che si occupò della scomparsa di Denise Pipitone. A diciassette anni dalla sparizione, il caso fa ancora parlare di sé, e la mamma Piera Maggio non può ancora rassegnarsi.

La dottoressa Angioni ha voluto fare alcune considerazioni su quella bambina che, il 2 settembre 2004, a pochissimo tempo dalla scomparsa di Denise, si imbarcò su un traghetto diretto in Tunisia.

In un’intervista rilasciata alla giornalista Maria Grazia Sarrocco, trasmessa nella mattinata di oggi da Storie Italiane, l’ex magistrato ha dato una versione inquietante dei fatti.

Maria Angioni: “Mi sono quasi spaventata…”

Si tratterebbe, innanzitutto, di informazioni certe, non dei deliri di un mitomane. La Angioni ha dichiarato in merito:

Mi sono quasi spaventata quando mi sono resa conto della partenza di una minore che non risulta all’anagrafe e che era sfuggita ai controlli. Andiamo a vedere tutte le altre partenze, proviamo a controllare gli elenchi dei passeggeri per vedere di chi si tratta.

Chi l'ha visto Piera Maggio
Piera Maggio, mamma di Denise, a ‘Chi l’ha visto’ (Screenshot video)

Sul fronte processuale, l’avvocato della famiglia Pipitone ha trenta giorni di tempo per depositare il ricorso avverso la richiesta di archiviazione nei confronti di Anna Corona e Giuseppe Della Chiave, accusati di aver rapito la piccola Denise.

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La magistratura ha ritenuto sostanzialmente false le accuse rivolte ai due, riportando di fatto al punto di partenza l’inchiesta sulla scomparsa della bambina.

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Nei quattro mesi trascorsi dall’inizio dell’indagine a carico dei due non sarebbero dunque emersi elementi aggravanti, al punto da far sbottare l’avvocato difensore di Della Chiave:

Cosa ci vuole ancora per riabilitare l’immagine del mio assistito? Ci vuole, non so, una giustizia divina?

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