Bruno Vespa, il figlio vittima di un grande dolore: aveva solo 19 anni

Oggi il figlio di Bruno Vespa. Federico, è stato ospite della trasmissione Programma, raccontando un lato oscuro del suo passato.

Federico Vespa (screenshot instagram)

L’occasione è stata la presentazione del suo libro L’anima del maiale, edito da Piemme. Nel testo, largamente autobiografico, il giovane giornalista ha raccontato diversi aspetti privati della sua vita.

Ma non solo: c’è stato spazio anche per una confessione drammatica ed inaspettata. Prima di approfondire il contenuto dell’intervista resa ai microfoni di Claudia Rossi ed Andrea Conti, però, conosciamo meglio Federico.

Il secondogenito di Bruno Vespa, laureato in giurisprudenza, ha seguito le orme paterne e si è occupato di giornalismo, soprattutto in ambito sportivo e radiofonico.

Vespa racconta: “C’è un mostro che ti ripete…”

Dopo aver lavorato a Radio Spazio Aperto, Federico Vespa ha avviato una collaborazione con RTL 102.5, mentre già da tempo scriveva per La Gazzetta dello Sport.

Una carriera soddisfacente per un giovane uomo (Federico ha 42 anni, è nato nel 1979) che ha il vantaggio apparente di poter spendere un nome famoso ed importante in società.

Bruno Vespa (Getty Images)

Apparente, però: perché come ha raccontato lui stesso il nome non sempre aiuta, come ha scritto nel suo libro

Quello che la gente ignora è che tra i cognomi importanti ci sono quelli che ti aprono le porte e quelli che te le chiudono.

Un concetto ribadito anche nel corso dell’intervista a Programma, dove ha specificato

Dipende da quanto sta simpatico questo cognome. Ma non sono un ipocrita e ti dico che tante volte le porte me le ha aperte, anche se poi devi faticare il doppio.

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Nel prosieguo dell’intervista Federico si è poi confidato ai conduttori, raccontando dell’esperienza vissuta anni fa, quando era ancora 19enne con la depressione.

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La malattia, che ha descritto nel suo libro come “cancro dell’anima”, lo ha attanagliato quando era ancora giovane, ed è stata sconfitta con grande difficoltà.

C’è un mostro che ti ripete “guarda che sei un essere spregevole”, ma non è così: siamo più sensibili, per questo alle volte abbiamo bisogno di guardarci dentro.

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