Scuola, gli esami di Stato saranno presenziali

Scuola, il nuovo protocollo del ministero dell’istruzione prevedere che gli esami di Stato 2020/2021 saranno presenziali con diverse regole anti-covid da rispettare per raggiungere la piena sicurezza.

Alunno scuola
Alunni che vanno a scuola (Getty Images)

Il Ministero dell’Istruzione con a capo il Ministro Patrizio Bianchi e i vari sindacati (Cgil, Cisl, Uil) hanno raggiunto un accordo per firmare il nuovo Protocollo d’Intesa per quanto riguarda gli esami di stato 2020/2021 della scuola secondaria di primo e di secondo grado.

La notizia più importante è indubbiamente il fatto che gli esami di stato saranno in presenza. Questa decisione non era affatto scontata e ovviamente sarà necessario rispettare tutte le norme anti-covid. Come si legge nel documento ufficiale del protocollo, saranno obbligatorie le mascherine e il distanziamento sociale di almeno due metri.

Sempre nel documento ufficiale si legge che le mascherine da utilizzare, da parte di insegnanti e studenti, devono essere obbligatoriamente le mascherine chirurgiche. Quindi, tutte le altre, sono automaticamente vietate. Inoltre, tutti gli studenti, potranno essere accompagnati solamente da una persona specifica.

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Esami di stato, ecco che cosa dice nello specifico il Protocollo d’Intesa.

Gli esami di stato 2020/2021 saranno, quindi, svolti in presenza. In realtà, però, in alcuni casi specifici potrebbe essere possibile svolgerli in videoconferenza, quindi sostanzialmente da casa. Primo su tutti:

“Nei casi in cui le condizioni epidemiologiche e le disposizioni delle autorità competenti lo richiedano”.

Seconda motivazione:

“Qualora il dirigente scolastico, o successivamente il presidente della commissione, ravvisi l’impossibilità di applicare le misure di sicurezza stabilite da specifici protocolli nazionali di sicurezza – in conseguenza dell’evoluzione della situazione epidemiologica e delle disposizioni ad essa correlate – e comunichi tale impossibilità all’USR per le conseguenti valutazioni e decisioni”.

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Terza ed ultima motivazione è stata relativa all’impossibilità di svolgere i lavori in presenza, compresa anche la prova d’esame, in questo caso, il presidente della commissione ha la possibilità di permettere la partecipazione degli interessati in videoconferenza o altra modalità sincrona.

 

 

 

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