Vaiolo delle scimmie, questi i soggetti maggiormente a rischio: cosa sta emergendo

Si tratta di una patologia di cui si sta discutendo in questo periodo. Vediamo, allora, quali sono le ultime notizie a riguardo.

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Logo di Oms (Facebook)

In questi giorni si sta parlando abbastanza spesso di quello che viene denominato il Vaiolo delle scimmie. Dopo la relativa fine di Covid-19 che, in effetti, ha decisamente inciso sulla nostra vita quotidiana, quindi, pare che si stiano infittendo i casi di quest’altra patologia.

In realtà, forse per molti non è ancora chiaro di che cosa si tratta, così, forse, è meglio cercare di chiarire quali sono i sintomi e da cosa può essere provocata.

In pratica, stando a fonti che possono essere considerate ufficiali, si può definire come una malattia infettiva, forse piuttosto rara, che dovrebbe essere meno grave del vaiolo stesso.

Se invece si vogliono descrivere in maniera sintetica i disturbi, stando ai più informati, dovrebbero essere quello della febbre, dolori muscolari, pustole simili all’incirca a quelle della varicella.

Da quello che sembra, quindi, al momento parrebbe che il contagio possa avvenire attraverso delle goccioline respiratorie oppure toccando qualcosa che appartiene alla persona infetta, come, per esempio, un asciugamano.

Tuttavia, pare che non sia un virus altamente trasmettibile come Coronavirus, o almeno, questo a seconda di quello che ultimamente è stato riportato.

Chi potrebbe essere colpito

Ultimamente, comunque, pare che ci sia stato il primo caso in Italia, quello di un uomo che è stato sottoposto a delle cure allo Spallanzani di Roma.

Un bambino con la febbre
Un bambino con la febbre (Pixabay)

L’Oms, quindi, per ora, avrebbe affermato che sarebbe bene arginare i casi che possono essere considerati più a rischio. Si dice, in queste ore, che potrebbero essere uomini che hanno avuto rapporti sessuali con altri uomini, anche se, per la verità, non sono soltanto questi i soggetti più a rischio.

Hans Kluge, nonché direttore dell’Oms, ha proprio di recente dichiarato che si tratta di una malattia della quale si può guarire entro pochi giorni, forse qualche settimana.

Inoltre, parrebbe che potrebbe essere considerato più grave per tutti coloro che vengono definiti immunodepressi, poi ancora per i bambini e nelle donne in stato interessante.

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Insomma, non è il caso per il momento di fare pronostici o illazioni premature, fatto sta che probabilmente si potranno avere maggiori informazioni più avanti che si prendono in considerazione i casi che sono stati individuato recentemente.

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