Allerta pesce alieno, avvistato nelle acque del Mediterraneo: il parere degli esperti

Allerta pesce denominato alieno. E’ stato catturato nel bacino del Mediterraneo e posto sotto esame. Il responso degli addetti al lavoro.

Allerta, pesce alieno
Allerta, pesce alieno ( instagram)

Allerta nel Mediterraneo per uno strano pesce avvistato al largo della costa in Sicilia. In realtà la specie già È nota nelle acque del bacino. Il pesce alieno viene denominato Mezzobecco ed è considerato pericoloso.

Già l’anno scorso, di questi tempi, era stato pescato un esemplare. La realtà e che questo invertebrato non fa parte dell’ habitat naturale dei nostri mari. La sua provenienza è dalle acque proveniente dalla Palestina.

E’ giunto in Europa attraverso il canale di Suez. Sconosciuti i motivi per la sua presenza nelle acque territoriali. Il suo primo avvistamento è datato dieci anni fa. Fu pescato un esemplare e portato in laboratorio.

Allerta dall’istituto ittico, la presenza del pesce alieno è distruttivo

L’istituto universitario catanese da allora, ha monitorato costantemente questa specie animale. Gli esperti hanno dato un allarme. Infatti se avviene una migrazione in massa dei Mezzobecco è la fine.

 

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Il branco di pesci potrebbe distruggere l’ambiente naturale marino. Si è adattato da subito alle temperature ioniche e questo è un dato oltremodo preoccupante soprattutto per chi è del mestiere ittico.

Un noto ricercatore e ittiologo, ha esposto la sua ricerca dopo un’attenta analisi di molti anni. L’illustre professore mette nero su bianco su possibili soluzioni a riguardo. Il pesce alieno potrebbe avere i giorni contati.

Per fortuna il Mezzobecco è commestibile, chiaramente solo una pesca di massa potrebbe rimuoverlo dalle acque mediterranee. Il pesce alieno si muove in gruppi e quindi sarà esperienza dei pescatori prelevarli dal mare.

Si presenta lungo, con un muso a forma di becco piatto e i suoi colori vanno dall’argento striato di azzurro. Quasi parrebbe come un appartenente ai salutari pesci azzurri tanto amate sulle tavole italiane.

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Un egregio coordinatore biologico aggiunge che il nemico numero uno non sono solo queste specie animali ma anche la plastica. Le acque italiane sono intrise di oggetti galleggianti che sono la prima causa di morte della fauna ittica.

Un inquinamento che non ha resa. Non c’è tempo da perdere il mare va ripulito è mantenuto integro.

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