Operaio deceduto nella tromba dell’ascensore: gli ultimi aggiornamenti della tragedia alla Farnesina

Una situazione che ha necessariamente posto alcune domande sulla sicurezza del lavoro. Da poche ore i primi riscontri dell’autopsia.

Cappello operaio
Cappello operaio (Facebook)

Una situazione di cui si era parlato già qualche giorno fa e della quale peraltro si cercava di vederci chiaro. Pochi giorni fa, infatti, un giovane uomo era stato trovato inspiegabilmente senza vita all’interno della Farnesina.

Dopo altri preoccupanti casi di morti bianche sparse in tutta Italia, infatti, anche questa aveva fatto discutere, dato che il corpo giaceva all’interno della tromba dell’ascensore dell’edificio adibito per il Ministero degli Esteri.

Così, a partire dal ritrovamento, quindi, dallo scorso giovedì, sono cominciate le indagini volte a comprendere effettivamente cosa possa essere successo a Fabio Palotti, nonché tecnico ascensorista di trentanove anni.

Insomma, quello che si è pensato è più che altro un omicidio colposo, e l’ascensore, di conseguenza, era stato messo sotto sequestro. Le prime ricostruzioni, perciò, indicavano che il dipendente avesse avuto l’incidente in mattinata, soprattutto perché i conoscenti in seguito non avevano ricevuto altre notizie da parte sua.

Tuttavia, appare abbastanza strano che nessuno si sia accorto della sua assenza per tanto tempo. Proprio per rispondere a queste domande, in effetti, si è deciso per un’autopsia.

Gli altri dettagli della disgrazia

Ma, prima ancora, i carabinieri avevano effettuato un sopralluogo proprio perché erano stati avvisati da qualcuno che aveva sentito urlare in quel punto della Farnesina.

Fabio Palotti
Fabio Palotti, vittima (Facebook)

Ciò, quindi, avrebbe dovuto servire per fare una certa chiarezza su ciò che ancora appariva piuttosto nebuloso. Importante peraltro anche rendersi conto che siano state rispettate le norme di sicurezza sul lavoro.

Inoltre, sembra che in quelle ultime ore Fabio avesse avuto uno screzio con la consorte quindi la stessa non si era preoccupata della sua assenza. Fatto sta che però il giorno seguente la moglie ha pensato di chiamare i genitori di lui per sapere dove si trovava.

Loro, però, sono stati quasi subito informati della grave disgrazia del figlio. L’autopsia, comunque, al momento ha già dato i primi responsi e pare proprio che la vittima non sia riuscita a cavarsela a causa di lesioni da schiacciamento e per il peso, per l’appunto, della cabina.

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Questo, perciò, è quanto si è finora appurato e si pensa che il decesso sia avvenuto necessariamente sul colpo. Infine, si è certi che in quel turno fosse da solo e non ci fosse nessun collega insieme con lui.

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