“Silicone nel sangue”: il dramma di Samantha Migliore, morta dopo il ritocco al seno

Samantha vittima della persuasione e della credulità. Un’anima altruista che non riusciva a individuare la proliferazione dell’egoismo altrui.

Samantha migliore, carabinieri
Samantha migliore, carabinieri foto instagram

Samantha Migliore voleva solo vivere la sua nuova vita. Dare più armonia al suo corpo le era parso come un modo per dare una spinta in più alla fortuna di essere rinata grazie ad un nuovo amore che si era affacciato lungo il suo destino.

All’angolo, però, le attendeva una sorpresa agghiacciante che le ha sprezzato l’esistenza. Una donna coraggiosa che era riuscita a ridarsi una chance dopo essere stata sparata in testa dall’ex truce compagno.

Un tentato omicidio non riuscito. I medici sono riusciti a salvare questa giovane donna, grande lavoratrice e madre. Samantha si svegliava di notte per portare a casa il fabbisogno necessario a che tutto andasse nel migliore dei modi.

Samantha Migliore, il gioco fatale della vanità

Samantha era una bella donna di 35 anni. dopo aver subito violenze e soprusi e addirittura uno sparo al capo, voleva solo rimettere in piedi la sua vita. I vicini la raccontano come una persona corretta, buona e con dei bambini educatissimi a cui non faceva mai mancare niente.

 

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L’incontro con il nuovo compagno l’aveva “risuscitata” da quell’evento drammatico trascorso con l’ex fidanzato che aveva tentato di ucciderla. Aveva sposato Antonio Bevilacqua di cui si era innamorata pazzamente.

Samantha voleva correggere un inestetismo che le procurava disagio. Dopo 5 maternità aveva deciso di sottoporsi ad un intervento estetico di rimodellamento del seno. Tutti parlavano di questa estetista bravissima nel campo.

La donna si era fidata del trans che vantava operazioni riuscite. Le infiltrazioni di semplice silicone gliele avrebbe fatte a casa sua perché un intervento di ” routine” che la falsa estetista eseguiva ad occhi chiusi.

Da subito qualcosa è andato storto e Samantha ha iniziato a stare male. Pamela Andress, il nome della carnefice, è sparita lasciandola sua cliente da sola nella sofferenza. La corsa al pronto soccorso non è riuscita a salvarle la vita.

L’estetista era tornata nel suo centro finta ignara di tutto. Alla notizia della morte di Samantha si è presentata in Questura accompagnata dal suo legale. La povera vittima è stata sottoposta a autopsia e accertamenti vari.

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L’esito parla di un’infiltrazione pesante di silicone in una vena del seno che le ha causato la morte quasi istantanea. La Procura chiede l’arresto di Pamela per esercizio abusivo della professione e omissione di soccorso.

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