Epatite acuta, scoperta la possibile causa dell’infezione virale. Le ipotesi degli esperti

In questo periodo si sta cercando di capire quale sia il responsabile di questa patologia. Al momento, pare che ci siano delle risposte.

Un ricercatore
Un ricercatore (Pixabay)

In questi giorni si sta parlando piuttosto spesso di quella patologia che viene denominata Epatite acuta. In particolare, secondo le fonti ufficiali, è stata registrata l’insorgenza soprattutto in alcune specifiche regioni italiane.

Ciò che si è riscontro, per l’appunto, è che ci siano stati più casi in Lombardia, Abruzzo ed Emilia-Romagna. Ad essere colpiti, inoltre, in genere sono i bambini. Fino a poco fa, però, si brancolava nel buio riguardo all’origine principale.

Tuttavia, non soltanto in Italia, bensì si è riscontrata anche in altri Paesi come, per esempio, il Regno Unito, la Danimarca e gli Stati Uniti.

Così, stando a quanto è stato riportato, pare che per ora a livello globale ci siano stati più di un centinaio di casi. Probabilmente la condizione più grave è stata quella del trapianto di fegato.

Comunque sia, finora, nemmeno gli esperti si sono messi completamente d’accordo riguardo alla precisa causa. In effetti, ci sono opinioni decisamente contrastanti in merito.

Ciò che pensano i ricercatori

Nelle ultime ore, però, sembra che sia arrivata un’ipotesi più decisa da parte di un report che è stato effettuato da alcuni ricercatori inglesi. L’Agenzia per la sicurezza sanitaria, per l’esattezza, avrebbe individuato il possibile colpevole che ha diffuso questa malattia preoccupante nei minorenni in età pediatrica.

Una bambina indisposta
Una bambina indisposta (Facebook)

Gli scienziati, perciò, si stanno dando da fare per capire come ovviare a questa situazione. Intanto, però, si pensa che a provocare i sintomi sia il cosiddetto adenovirus F41. Questa è la notizia più fresca finora, anche se si sta comunque cercando di capire se non ci siano anche altre motivazioni.

Questa teoria, inoltre, è condivisa anche da Meera Chand, nonché direttrice delle infezioni cliniche. Questa malattia collegata al fegato, peraltro, di recente pare che sia arrivata persino in Giappone in un paziente che però non è risultato positivo al test proprio per adenovirus.

Ciò però non fa comunque escludere che il responsabile sia quest’ultimo perché, a voler guardare, esso è presente nella maggior parte dei casi che sono stati controllati.

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Ma, ancora, ha detto la sua anche il microbiologo Conor Meehan, direttamente dall’Università di Nottingham Trent, che sembra piuttosto certo che non questa tipologia di epatite non andrà a colpire gli adulti.

 

 

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