Torino, negoziante russa aggredita: “O parli ucraino o ti crocifiggiamo”

Torino, aggressione choc a una donna russa che gestisce un negozio di prodotti tipici di tutti i Paesi dell’Est nel centro del capoluogo piemontese. Le gravi minacce da parte di due uomini alla negoziante.

Torino negoziante russa aggredita
Polizia (Foto Pixabay.com)

Secondo quanto riferito da La Stampa, nel corso del tardo pomeriggio di venerdì 8 aprile due uomini sarebbero entrati poco prima della chiusura in un negozio di prodotti tipici di tutti i Paesi dell’Est situato in via Cernaia, al centro di Torino, vicino alla Questura e alla caserma del Carabinieri, non molto distante alla vecchia stazione di Porta Susa.

A quel punto, dopo aver fatto il saluto romano, avrebbero minacciato la donna di origine russa che gestisce il negozio, Irina Mosceva. “O parli ucraino o ti crocifiggiamo“, avrebbero detto i due uomini.

I due le avrebbero gridato di ripetere “Slava Ukraini“, vale a dire “Gloria all’Ucraina“. Successivamente la negoziante sarebbe stata aggredita da uno dei due che le avrebbe stretto il collo e le avrebbe detto minacciandola. “Devi dirlo, devi parlare ucraino. Se non lo fai, scegli una parete del negozio. Quale ti piace di più? Dove vuoi stare? Là davanti oppure là? Sceglila così domani torniamo“.

Torino, l’aggressione choc a una negoziante russa in pieno centro

La donna ha sporto denuncia alla polizia e adesso il negozio è blindato. La negoziante ha raccontato a La Stampa di non conoscere quelle due persone.

Ho paura – ha detto -. Avranno avuto più o meno trent’anni, capelli neri, vestiti neri. Parlavano ucraino perfettamente.

Torino negoziante russa aggredita
Polizia (Foto Pixabay.com)

La donna ha poi spiegato.

L’aspetto non era dei più raccomandabili, ma qui entra chiunque e di certo non posso mettermi a selezionare i clienti dalla faccia. Continuavano a ordinarmi di parlare in ucraino, non in russo. Ma io l’ucraino lo capisco solo, non lo so parlare.

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Ed ancora la negoziante, visibilmente spaventata, ha aggiunto.

Non sono più tranquilla a lavorare. Eppure mi creda. Ho prodotti ucraini, russi, moldavi, georgiani, polacchi, rumeni e clienti da ogni dove. Di certo non faccio politica.

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