E’ passato un anno, ma il ricordo di LUI è ancora vivo: momenti di grande commozione

Sembra ieri ma è già un anno da quando il grande campione ci ha lasciato. Il ricordo dell’atleta, però, è più vivido che mai in tutti i suoi colleghi e amici, che oggi lo celebrano.

Pallone campo ricordo (Facebook)
Campo da gioco (Facebook)

La sua scomparsa ha lasciato sbigottito il mondo del calcio, impreparato a dover dire addio ad uno dei suoi campioni più grandi. Il 9 novembre 2020 il giocatore toscano perdeva la sua battaglia contro il brutto male che lo aveva colpito alcuni mesi prima.

Nato a Prato nel 1956, iniziò a tirare i primi calci a nove anni con la squadra locale del Santa Lucia, seguendo le orme del padre e del fratello. Nel 1972 passò alla Juventus, nonostante i genitori non fossero d’accordo: “Erano rimasti scottati dall’esperienza di mio fratello, anche lui in bianconero, che dopo un anno è stato rispedito a casa. Mia madre non ne voleva sapere di mandare a Torino un altro figlio così giovane” confessò durante un’intervista.

I primi anni effettivamente sono duri, tra infortuni e cessioni, poi nel 1976 la Juve lo passa al Lanerossi Vicenza in compartecipazione. Qui l’attaccante trascina la squadra alla promozione e l’anno successivo i biancorossi arrivano secondi in serie A. il ct della Nazionale Enzo Bearzot è talmente impressionato da convocarlo per i Mondiali del 1978.

Dopo una squalifica di due anni ingiusta per scommesse, torna a giocare alla Juve nel 1982 viene insignito del Pallone d’Oro e vince il leggendario Mondiale di Spagna ’82. Gli ultimi anni li gioca al Milan prima e al Verona poi.

Un’anno fa moriva la leggenda del calcio. Il ricordo è più vivo che mai

Dopo essersi ritirato dal calcio nel 1987, entra nel consiglio di amministrazione del L.R. Vicenza, oltre a svolgere il ruolo di opinionista per Sky Sport e Rai Sport. Nel 2010 si sposa in seconde nozze con la giornalista Federica Cappelletti, dalla quale ha due figlie. Poi, verso la metà del 2020, di ritorno da una vacanza con la famiglia, inizia ad accusare dei malori.

 

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La diagnosi è tremenda: tumore ai polmoni in stadio avanzato. il fuoriclasse inizia le cure, ma tutto è inutile e il 9 novembre 2020 Paolo Rossi muore all’ospedale Santa Maria alle Scotte di Siena, in Toscana, dove si era trasferito da vent’anni dopo aver comprato un agriturismo.

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La camera ardente è allestita presso lo stadio Romeo Menti e tre giorni dopo si svolgono i funerali nel duomo di Vicenza, di cui era cittadino onorario. La città veneta gli ha in seguito intitolato il piazzale antistante lo stadio, mentre il comune di Bucine, dove ora riposa, ha rinominato lo stadio in suo onore.

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