Legge sull’aborto, la Corte suprema statunitense fa un tuffo nel passato. Le proteste

Non si placano le manifestazioni di malcontento per questa decisione che ha sostanzialmente diviso gli americani.

Corte Suprema
Corte Suprema (Facebook)

Ci sono alcune leggi importanti che, nel corso del tempo, sono state eliminate o modificate proprio per il fatto che non erano più in linea con la modernità.

Ciò, naturalmente, comprende qualsiasi Stato del mondo. In effetti, la stragrande maggioranza dei Paesi ha fatto dei grossi passi avanti rispetto a quello che accadeva in passato, magari all’inizio dello scorso secolo.

Inevitabile, comunque, che ci sia del progresso e che si perfezioni ciò che si era deciso degli anni prima. Così, però, non sembra succedere attualmente in un posto in particolare degli Stati Uniti.

Si tratta di una situazione che, a quanto pare, ha persino suscitato polemiche e fatto scattare delle proteste da parte di tutti coloro che non sono d’accordo a riguardo.

In particolare, il tema è da sempre un argomento molto delicato, e ancora oggi materia di discussione e di divisione. Ci stiamo riferendo, quindi, della concessione legale o meno dell’aborto.

Ebbene, proprio in questi giorni, non senza uno strascico di manifestazioni di scontento, è entrata nuovamente in vigore una legge datata 1925 con la quale viene vietato l’aborto. Nel caso che venga praticato, quindi, la punizione sarebbe nientemeno che l’incarcerazione.

Questa è la conseguenza della decisione da parte della Corte Suprema federale di eliminare la sentenza Roe v. Wade che, per l’appunto, dagli anni Settanta, era una tutela che sosteneva le donne per l’interruzione di gravidanza.

Gli altri particolari

Per alcuni, quindi, ciò è sinonimo di retrocessione, per questo motivo si stanno battendo per far tornare le cose come prima. Lo Stato di New York ha sottolineato che resterà possibile effettuare l’aborto e l’Onu ha parlato di colpo basso ai diritti umani.

In Texas, invece, l’opinione è assolutamente diversa. Anzi, è stata accettato di buon grado questo, per così dire, ritorno al passato, dato che il procuratore generale Ken Paxton è notoriamente abortista.

Proprio su Twitter, nelle ultime ore, il suddetto ha festeggiato questo provvedimento, definendolo una vittoria, e mettendosi dalla parte di tutti i bambini non nati.

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Intanto, persino Google si schiera a modo suo a favore di questa legge. Ciò che farà, quindi, sarà la cancellazione della cronologia della localizzazione nel momento in cui un utente del Web visiterà una clinica per l’aborto.

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