Michele Bravi ci racconta il suo Sanremo: “Le canzoni possono cambiare il mondo”

Michele Bravi racconta la sua Inverno dei Fiori in conferenza stampa. “Sono uno di quei piccoli sognatori che ancora crede nella forza delle parole e delle canzoni”

Michele Bravi
Michele Bravi (instagram)

Si presenta nella sua “cameretta sanremese” (così la definisce lui), saluta tutti gentilmente e ringrazia uno ad uno per esserci perché: “immagino che avrete mille cose da fare in questi giorni“. Così comincia la conferenza di Michele Bravi, a poche ore dalla terza serata del Festival di Sanremo.

Il cantante 27enne ha esordito nel 2013, quando ha vinto la settima edizione di X Factor. Da lì la sua carriera è stata costellata da numerosi successi: ha cominciato una simpaticissima avventura su YouTube dove ha avuto modo di scendere in campo con la sua intraprendenza e con la sua ironia che lo ha sempre contraddistinto, ma tra i suoi tanti talenti, la musica è sempre stato il grande amore della sua vita.

Michele Bravi in conferenza stampa racconta la sua Inverno dei Fiori:

Quella di quest’anno non è la sua prima esperienza sanremese: aveva già partecipato nel 2017, quando aveva presentato la canzone “Il diario degli errori” con cui si era classificato al quarto posto, sfiorando praticamente il podio.

 

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In questo caso Sanremo ha un significato doppio: da una parte c’è una soddisfazione personale perché è il palco più importante d’Italia e dunque c’è una occasione personale di crescita, dall’altra parte io mi sento tanto onorato perché il mondo dello spettacolo è stato molto colpito dallo stress economico di questa emergenza sanitaria e Sanremo può essere un segnale di ripartenza per la musica dal vivo” si augura Michele all’inizio della conferenza stampa. “Io credo che negli ultimi anni ci sia stato quasi suggerito che la cultura è una di quelle cose da nascondere in uno scantinato di cose da buttare, io invece credo che ci sia tanto bisogno degli artisti, della visione creativa delle cose e di dare dignità a tutte le persone che lavorano nell’ambiente”.

Poi, successivamente, comincia a parlare del brano che ha presentato a questa 72esima edizione del Festival di Sanremo: Inverno dei Fiori. “È nata come se avessi voluto fare una dichiarazione d’amore dei tempi moderni. Io sono affascinato dal mondo delle parole e la parola che è stata un cardine della nostra vita negli ultimi anni, è stata la parola disimparare. Negli ultimi anni, la vita che conoscevamo, è scomparsa. Non c’è stata più. Rivivere una normalità con queste nuove dinamiche ha significato per noi mettersi sul banco di scuola e cercare di capire cosa significasse oggi la parola quotidianità. Non penso che sia un fatto generazionale, credo che tutti noi abbiamo delle difficoltà nel creare intrecci umani, nel legare la nostra vita a quella di qualcun altro, di intrecciare le nostre radici e la nostra storia a quella di qualcun altro. Io volevo raccontare questo gesto di empatia con una canzone“.

Perché Inverno dei Fiori? Michele ci ha spiegato il significato di questo titolo così particolare. “Ho scoperto che esistono i fiori invernali, io pensavo che i fiori potessero sbocciare solo con i fiori della primavera e da questo è nata la canzone. Ho trovato nell’immagine dei fiori che possono spezzare la neve e a raccontare i loro colori al mondo, una grandissima metafora dell’amore“.

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La sua canzone è anche un inno alla gentilezza, infatti la richiesta che fa nel ritornello è piuttosto esplicita: insegnami come si fa ad imparare la felicità. Una semplice richiesta d’aiuto che può cambiare la vita. “La gentilezza può essere un seme di rinascita e io ho provato a raccontarlo attraverso una canzone, anche perché sono uno di quei piccoli sognatori che crede ancora tantissimo nella forza delle parole, nella forza delle canzoni. E le canzoni sono gesti sottili che possono cambiare il mondo. E se, con la mia musica, riesco a raccontare l’urgenza dell’ascolto, della comprensione, della gentilezza e dell’empatia, lo faccio ben volentieri“.
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