Rai, al via il processo a Varriale per stalking: tra i testimoni anche la celebre giornalista

Stamani si è aperto il processo a Enrico Varriale: il giornalista, ex vicedirettore di Rai Sport, è accusato di stalking nei confronti della sua ex compagna.

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Enrico Varriale (Screenshot Instagram)

Si è aperto stamani il processo ad Enrico Varriale. Il giornalista, ex vicedirettore di Rai Sport, è accusato di stalking e lesioni nei confronti della sua ex compagna.

Come stabilito dal giudice Pierluigi Picozzi, l’ex compagna di Varriale sarà ascoltata a porte chiuse, come richiesta da parte della parte civile, il prossimo 9 maggio.

Fino a quel momento resterà in vigore per Varriale “il divieto di avvicinamento a meno di 300 metri dai luoghi frequentati dalla persona offesa” ed anche quello di “non comunicare con lei neppure per interposta persona” disposti a seguito dell’interrogatorio avvenuto il 30 settembre scorso di fronte al gip Monica Ciancio.

Allora il giudice spiegò. “Le condotte poste in essere dal Varriale danno conto di una personalità aggressiva e prevaricatoria, evidentemente incapace di autocontrollo“.

Rai, processo a Varriale: celebre giornalista tra i testimoni ammessi

Sono stati ammessi alcuni testimoni, fra cui la giornalista della Rai, Paola Ferrari, chiamata a testimoniare dai difensori dell’imputato. La testimonianza della giornalista è stata ammessa dal giudice al fine di parlare soltanto di quanto accaduto l’estate scorsa, vale a dire dei “fatti oggetto del procedimento“.

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Enrico Varriale (screenshot Instagram)

Tuttavia è stato escluso dalle liste dei testi, come da richiesta da parte dell’avvocato di parte civile Teresa Manente, un consulente tecnico inserito dai difensori del giornalista al fine di accertare lo stato di ansia e di paura. Il motivo è che gli atti persecutori non vanno accertati tramite un consulente.

Nella giornata odierna in aula sono state trattate solamente questioni formali, come le liste dei testi. Il processo al giornalista, che sarà giudicato con rito immediato, come da richiesta da parte della Procura di Roma, è stato aggiornato al prossimo 9 maggio.

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Nel corso di un’intervista rilasciata a Repubblica il giornalista si era così difeso.

Lo so che ho fatto qualcosa che non dovevo fare. Ma so anche che non sono il mostro di Milwaukee… Mai le ho messo le mani al collo.

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