Italia, la “Peste” inizia a prendere forma: già disposte le prime dolorose chiusure

Si tratta di peste suina e il governo ha già disposto lo stop di “qualsiasi interazione diretta o indiretta con gli animali infetti”.

Italia, la "Peste" inizia a prendere forma: già disposte le prime dolorose chiusure
Cinghiale (Foto da Instagram)

In seguito ai recenti allarmi legati alla peste suina che imperversa la Liguria e il Piemonte, in queste ore è arrivata la risposta da parte del governo. L’ordinanza, sottoscritta dai ministri Speranza e Patuanelli prevede lo stop per qualsiasi attività che possa avere un potenziale contatto con i cinghiali infetti, come la raccolta di funghi, la pesca, il trekking o la Mountain bike.

Di fatto, si tratta di una chiusura dei boschi, che comprende 114 comuni tra cui Genova, che potrebbe portare a gravi disagi economici delle località dell’entroterra ligure e piemontese, che vivono principalmente di turismo escursionistico. Secondo l’ordinanza, sono vietate fino a luglio le gite, le escursioni e tutte le attività in boschi urbani ed extraurbani di tutti i comuni interessati.

Una importante restrizione, presa nonostante sia impossibile la trasmissione del virus verso l’uomo. Inoltre nell’ordinanza viene specificato che “i servizi regionali competenti, su richiesta degli interessati, possono autorizzare su motivata e documentata richiesta, lo svolgimento della attività vietate…”.

Peste Suina, chiusi boschi di 114 comuni tra Piemonte e Liguria

Nella vastissima zona che comprende appunto 114 comuni, dei quali 78 in Piemonte e 36 in Liguria, è paradossalmente ammessa la caccia di selezione che dovrà comunque “essere autorizzata dai servizi regionali competenti”, mentre sembrerebbe essere vietata quale generica.

Una mossa atta a tutelare l’export di carni e salumi italiani cha vantano un giro di affari intorno a 1,7 miliardi di euro. Prodotti per i quali è arrivata la sospensione della loro importazione in paesi come Cina, Giappone, Taiwan e Svizzera.

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Per quanto riguarda le sanzioni previste dalla suddetta ordinanza, non sono ancora molto chiare le modalità di controllo e vigilanza, che sono affidate “ai Servizi veterinari delle aziende locali… in collaborazione con le Forze dell’ordine”.

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