Pericolo calabroni killer, come evitare gli eventuali attacchi: parla l’esperto

Gli esperti spiegano come evitare gli attacchi dei calabroni. I dettagli

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Calabroni (Foto da Pixabay)

Negli ultimi anni sono emersi in maniera sempre più preponderante molti casi di attacchi da parte dei calabroni.

Questi insetti sono molto pericolosi, perché le loro punture causano numerose vittime in tutto il mondo. Italia inclusa.

Occorre fare molta attenzione, ma soprattutto bisogna fare chiarezza ogni qual volta si registra una vittima provocata dai calabroni.

Questo perché le specie sono davvero innumerevoli e talvolta la cattiva informazione può creare allarmismo ingiustificato.

Calabroni killer: facciamo chiarezza sulle diverse specie

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Calabroni (Foto da Pixabay)

Come abbiamo detto in precedenza gli attacchi dei calabroni possono costituire per l’uomo un vero e proprio pericolo per la sua vita. A questo punto, però, bisogna fare chiarezza sulle specie che possiamo incontrare in Italia e in Europa.

Ad aiutarci è il Professore Maurizio Biondi docente presso il Dipartimento di medicina clinica, sanità pubblica, scienze della vita e dell’ambiente dell’Università degli Studi dell’Aquila.

Il dott. Biondi ha specificato che nel nostro territorio e in particolar nel sud Europa, sono tre le specie di calabroni a cui dobbiamo prestare attenzione.

Due di questi sono presenti in Italia e si tratta della Vespa crabro – ossia il calabrone comune – e la Vespa orientalis – il calabrone orientale.

Le indagini condotte dal Prof. Biondi hanno portato in auge che la casistica di decessi dovuta alla puntura di questi insetti non è così rara, al contrario.

I numeri più alti si sono registrati in particolar modo tra gli operatori che lavorano nell’ambito dell’apicoltura, oppure fra chi lavora nei frutteti. Non bisogna tralasciare una componente molto importante: quella che riguarda le allergie.

Sono davvero tante le persone che ne soffrono e che manifestano una maggiore sensibilità a quelli che sono i principi attivi dei veleni degli imenotteri.

Attualmente non esiste una vera e propria soluzione per combattere la loro invasività. L’unico strumento di lotta possibile è il monitoraggio continuo.

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A questo non ci resta che tenere gli occhi sempre aperti e non creare allarmismi!

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