Fabrizio Frizzi e il retroscena sulla malattia: “Se guariro’, lo racconterò”. Colpo di scena!

Spuntano dei particolari inediti sui mesi precedenti la drammatica morte del conduttore romano. Fabrizio Frizzi aveva in mente come comportarsi.

Fabrizio Frizzi (Facebook)
Fabrizio Frizzi (Facebook)

Sono passati ormai più di tre anni da quel tremendo giorno di inizio primavera quando si seppe della morte prematura del conduttore de L’Eredità. Una scomparsa dolorosa per i fan e per quanti lo conoscevano personalmente, affranti da un epilogo così veloce.

Fabrizio Frizzi si era sentito male durante una registrazione solo pochi mesi prima, nell’ottobre del 2017. Immediata la corsa all’Umberto I di Roma, dove rimase ricoverato fino a novembre. Le sue condizioni sono tenute riservate, una caratteristica del suo carattere del resto e in molti si chiedono come stia realmente.

A dicembre Frizzi torna al lavoro e riprende in mano il timone del game show, ma si vede che è stanco e molto sofferente. Ad assisterlo anche nel dietro le quinte, l’adorata seconda moglie, Carlotta Mantovan. “Non lo lasciava solo un attimo, era commovente” ha ricordato un figurante della trasmissione.

Il 25 marzo, mentre è in studio, il conduttore si sente nuovamente male e viene portato d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea per emorragia cerebrale. Purtroppo la crisi è fatale, e Fabrizio si spegne nella notte del 26. Una morte che riempie di dolore i colleghi, che lo ricordano per la sua professionalità e per l’umanità e simpatia profonda. Ora emergono degli aneddoti risalenti a solo poche settimane prima.

Fabrizio Frizzi: “Sento che mi aiuta a stare meglio…”

Poco prima di tornare in onda con l’Eredità, il volto Rai parlò a lungo con Vincenzo Mollica, confermando il ritorno e parlando senza entrare troppo nei dettagli del malore accusato.

“L’Eredità è una gioia, fa bene anche al fisico, l’adrenalina sento che mi aiuta a stare meglio” le sue parole, piene di speranza per un miglioramento delle condizioni di salute.

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“Non è ancora finita. Se guarirò racconterò tutto nei dettagli, perché diventerò testimone della ricerca. Ora è la ricerca che mi sta aiutando” concluse quindi battagliero. La voglia di dare una mano alla scienza, altruista e generoso come sempre.

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