Trovato il corpo di un escursionista: il responso che gela i familiari

È stato ritrovato nella zona del Gruppo San Sebastiano, in Val Zoldana, il corpo senza vita dell’escursionista disperso dal 26 agosto scorso.

Trovato corpo escursionista responso gela familiari
(Screenshot Instagram @vigilidelfuoco_vol.zoldo_alto)

Il corpo senza vita di Federico Lugato è stato trovato dai cani molecolari all’altezza del bivio per il Col del Michiel. Il 39enne era scomparso il 26 agosto in Val di Zoldo.

Quel giorno l’escursionista milanese di origine veneziana era partito per un giro ad anello nel Gruppo del Tamer-San Sebastiano senza più fare ritorno.

Subito sono partite le ricerche che hanno impegnato circa settanta operatori fra Soccorso alpino, Guardia di Finanza, Vigili del fuoco, Protezione civile nonché altri volontari privati che hanno deciso di unirsi a seguito degli appelli lanciati dalla moglie Elena Panciera.

E, proprio poche ore fa, la moglie di Federico ha pubblicato una storia su Instagram.

Hanno trovato Federico. Ce la faremo in qualche modo. Anche grazie a voi.

Camillo de Pellegrin, sindaco di Val di Zoldo, aveva sottolineato.

Nonostante le speranze di trovarlo in vita fossero ormai quasi nulle, questo è un momento particolarmente difficile per la famiglia a cui esprimo la vicinanza.

A parlare per prima era stata Roberta De Salvador, un’amica della famiglia.

Abbiamo ritrovato Federico morto nell’area dove lo avevamo cercato per tanti giorni. Purtroppo è andata così, ma 18 giorni sono lunghi.

Federico Lugato, il percorso e le ricerche dell’escursionista

Il percorso che Lugato aveva deciso di seguire doveva essere non eccessivamente complesso. Infatti si trattava di circa dieci chilometri di sentiero ben conosciuto dall’escursionista in quanto già fatto varie volte in precedenza.

LEGGI ANCHE —> Ritiro alimentare: prodotto venduto nei supermercati, l’allerta del Ministero

Trovato corpo escursionista responso gela familiari
(Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

Federico aveva parcheggiato la sua Renault a Pralongo. Aveva portato con sé il cellulare, una borraccia, un marsupio, i bastoncini da trekking e le chiavi.

Sino al 13 settembre era stata trovata solo l’automobile. Si è cercato di trovarlo grazie alla geolocalizzazione del cellulare, ma le montagne non avevano permesso di localizzarlo con precisione.

LEGGI ANCHE —> Violenta tromba d’aria in Italia, il tragico bilancio delle vittime: in corso le ricerche

Il segnale individuato dai soccorritori indicava la valle, ma non era così preciso per riuscire ad orientare bene le ricerche.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *