Caso Denise Pipitone: “Necessario riaprire le indagini”

La pm Maria Angioni, dopo i fatti delle ultime settimane, torna a parlare del caso Denise Pipitone.

Missing Denise Pipitone (screenshot Instagram)

 

Le ultime settimane hanno riportato alla ribalta il caso di Denise Pipitone.
Le dichiarazioni di Olesya Rostova avevano illuso la mamma di Denise, Piera Maggio, facendo baluginare una speranza.
Purtroppo anche questa “pista” si è rivelata un buco nell’acqua, suscitando inoltre forti perplessità per il modo in cui la tv russa ha strumentalizzato la vicenda.

Ma se non altro il caso-Rostova ha riacceso i fari su una storia che pareva dimenticata.

Una storia che ha avuto fin da subito molti lati oscuri. Piera Maggio non ha mai fatto mistero agli inquirenti di ritenere che la sparizione fosse una sorta di vendetta nei suoi confronti.

Un’ipotesi corroborata dalla pm Maria Angioni, che nel 2004 si occupò del caso e che è tornata a parlarne nel corso della trasmissione di Rai2 “Ore 14”. Il magistrato ha rivelato alcuni aspetti della vicenda che hanno suscitato sgomento negli ascoltatori.

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Sospetti e fughe di notizie: i retroscena di una vicenda oscura

Denise (screenshot Instagram)

La dottoressa Angioni ha raccontato che le persone sottoposte ad intercettazioni dopo pochissimo tempo risultavano tutte consapevoli dei controlli in atto, vanificando così le possibilità d’indagine.

Ma le rivelazioni non si sono fermate: Maria Angioni ha aggiunto di sospettare di infiltrazioni mafiose nel caso Pipitone.
Parlando di informazioni riservate ricevute dalla Direzione Distrettuale Antimafia, la giudice ha indicato come il rapimento della bimba fosse avvenuto con modalità professionali.
Le difficoltà degli investigatori vennero aggravate dal muro di omertà che la cittadina alzò intorno alla vicenda, quasi a ritenere giusta la “punizione” della madre Piera Maggio.

Ma perché “punizione”?

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Ricordiamo che Denise scomparve nel nulla a soli 4 anni giocando di fronte a casa della nonna.La piccola era nata da una relazione extraconiugale della madre con Piero Pulizzi, suo attuale compagno ma all’epoca ancora sposato con Anna Corona e padre di Jessica.
Proprio Jessica Pulizzi fu iscritta al registro degli indagati con l’ex fidanzato Gaspare Ghalebe e la madre per motivi legati alla gelosia ed alla vendetta.

Il processo finì nel 2017 con un nulla di fatto, anche se nonostante l’assoluzione per la Pulizzi la Cassazione sottolineò che il movente era valido.

Piera Maggio ha confermato le ipotesi della pm, auspicando una riapertura delle indagini per cercare di fare finalmente luce su questa terribile vicenda.

 

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