Risparmieremo 25 centesimi sul carburante: la decisione del Governo fa felici tutti

Nelle ultime settimane abbiamo stretto i denti davanti a cifre pesanti. Ora il Governo promette una frenata netta, immediata, per rimettere un po’ d’ordine dove l’ansia l’aveva fatta da padrona.

Le tensioni legate alla guerra in Iran hanno scosso i mercati internazionali. La conseguenza si è vista alla pompa: benzina e gasolio sopra soglie psicologiche che fino a ieri parevano eccezioni. Ne parlavamo in fila, tra un sospiro e un calcolo veloce sul telefono. Qualcosa, però, si muove.

Pompa di benzina
Risparmieremo 25 centesimi sul carburante: la decisione del Governo fa felici tutti – ultimaparola.com

Nel tardo pomeriggio, il Consiglio dei Ministri ha varato un decreto “urgente”. La Premier Giorgia Meloni e il Ministro Matteo Salvini hanno messo sul tavolo un intervento rapido per fermare l’emorragia sui prezzi. Al centro c’è un segnale forte alle compagnie petrolifere, con un tavolo di confronto già aperto e impegni chiari sul fronte dei listini. E c’è una promessa: l’effetto sarà visibile in tempi brevi.

Hanno parlato di un meccanismo anti-speculazione che lega il prezzo dei carburanti all’andamento reale del greggio. Se qualcuno si discosta, scatteranno sanzioni. Un deterrente che punta a ristabilire fiducia e trasparenza. Nel frattempo, si valuta anche un “prezzo medio massimo da non superare”, richiesto dal Mit alle aziende.

Cosa cambia alla pompa

Il cuore del provvedimento è il taglio delle accise: il Governo annuncia una riduzione di 25 centesimi al litro su benzina, diesel e altri carburanti. L’obiettivo è semplice: alleggerire il conto già dal prossimo rifornimento. Un esempio concreto? Su un pieno da 50 litri il risparmio potenziale è di circa 12,5 euro. Se oggi il diesel viaggia in media tra 2 e 2,10 euro, Salvini dice che “deve scendere sotto 2 e poi sotto 1,90”. È un traguardo ambizioso, e sarà importante verificare nelle prossime ore l’adeguamento reale dei cartelloni.

L’intervento ha un orizzonte definito: validità iniziale di 20 giorni. È una finestra per “raffreddare” il mercato e capire come si muoveranno i prezzi a livello europeo. La stessa maggioranza ammette che si tratta di una misura a breve termine, in attesa di decisioni Ue.

Gli aiuti a chi lavora su strada e in mare

Non c’è solo la pompa. Per chi ogni giorno macina chilometri o affronta il mare, arrivano sostegni mirati. Scatta un credito d’imposta del 28% per gli autotrasportatori e del 20% per la pesca. L’idea è arginare gli aumenti a monte e impedire che finiscano dritti nel carrello della spesa. Se un’azienda di logistica ha speso 10.000 euro in carburante in un mese, il credito può valere fino a 2.800 euro: un’ancora che non risolve tutto, ma aiuta a respirare.

Sul fronte della trasparenza, il Governo punta a collegare meglio il prezzo alla curva del petrolio. Quando il barile scende, anche la pompa dovrà seguirlo senza ritardi sospetti. Non sempre è stato così, e lo sappiamo. Qui si gioca la partita della credibilità.

C’è poi una promessa politica: “L’Italia avrà benzina e diesel meno cari di Germania, Francia, Spagna e Regno Unito”, ha detto Salvini. È un obiettivo, non un dato consolidato. Serviranno confronti giorno per giorno per capire se la forbice si chiude davvero.

Intanto, proviamo a immaginarlo: rimettere 50 euro nel serbatoio e vedere un totale più umano, respirare mentre la pistola scatta. Basteranno 25 centesimi a cambiarci l’umore dopo settimane di corse al rialzo? Forse no. Ma se domani, sulla strada di casa, il cartello scende anche di poco, sarà già un segnale. E a volte i segnali, quando arrivano al momento giusto, fanno più strada di un pieno.

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