Un cielo pulito, tavolini all’aperto, giacche appoggiate alla sedia. In molte città italiane l’aria sa di aprile, ma il calendario dice ancora inverno. È davvero l’inizio della bella stagione o solo una fugace illusione?
La scena, in questi giorni, è limpida. L’Alta Pressione si è presa il Mediterraneo centrale e ha steso un tappeto stabile da Nord a Sud. Il vento in calo ha tolto fruscii e turbolenze. Il sole, libero da ostacoli, spinge le massime in alto. In molte zone registriamo un’anomalia termica di 5-7°C sopra la media.

Non ovunque allo stesso modo, ma abbastanza da farsi notare: pomeriggi con 18-20°C su alcune pianure del Nord Italia e lungo i litorali tirrenici non sono più eccezioni. Per capirci: a fine febbraio Milano di norma oscilla sui 10-12°C, Roma sui 14-16°C, Palermo sui 16-17°C. Oggi, spesso, si supera la soglia.
Questo tepore ha un rovescio. L’Inverno vero, quello con irruzioni nette, è rimasto in buona parte ai margini. Ne hanno risentito l’Appennino e i rilievi delle Isole Maggiori, con innevamento sotto media. Un fatto che i tecnici confermano da settimane e che pesa su turismo, risorse idriche, ecosistemi. Intanto in pianura si sente la classica “doppia vita” di fine stagione: mattine fresche, pomeriggi tiepidi, prime fioriture e allergie in anticipo. Il corpo si adatta, l’umore corre.
Ma qui arriva il punto. Questo anticiclone così generoso non è cemento armato. È un film che può cambiare scena.
Cosa sta succedendo ora
Nel breve periodo il quadro resta stabile. L’alta pressione tiene banco, il cielo si presenta perlopiù sereno o poco nuvoloso, con possibili foschie in pianura e sbalzi tra alba e pomeriggio. Chi esce presto sentirà ancora freddo. Chi rientra a metà giornata penserà di aver vestito troppo. Fin qui, festa.
Già tra sabato e domenica, però, i modelli intravedono spifferi umidi tra Mar Ligure e Tirreno settentrionale. Tradotto: più nuvole su Liguria e Toscana, locali addensamenti verso il Nord e possibilità di piovaschi sparsi. Nulla di organizzato, nulla di garantito ovunque. Ma abbastanza per ricordarci che basta poco a smuovere il quadro.
E adesso, Marchio di Marzo
L’inizio di Marzo potrebbe segnare un cambiamento meteo più netto. Si fa strada l’ipotesi di un affondo depressionario tra Penisola Iberica e Nord Africa. Se l’impianto si conferma, l’Italia entra in un corridoio più instabile: nubi in aumento, piogge a tratti, neve in montagna a quote variabili.
Non è escluso, in caso di richiamo meridionale, un po’ di pulviscolo sahariano in alta quota. Lo scenario è plausibile, non ancora certo nei dettagli. Va detto chiaramente: i modelli, oggi, concordano sul trend di maggiore dinamicità, ma divergeno su intensità e tempistiche. E Marzo, si sa, ha il vizio di cambiare umore in poche ore, persino con un colpo di ritorno invernale.
Che fare, allora? Godersi l’anticipo di primavera con misura. Strati leggeri, acqua a portata di mano, attenzione all’escursione termica. Se vedete il cielo velarsi domenica, non sorprendetevi. Se arriverà una perturbazione vera, torneremo a parlarne con dati alla mano.
Intanto, uscendo di casa, guardiamo le aiuole sotto il sole e teniamoci una domanda in tasca: quanto dura un sorriso del tempo quando la stagione è ancora in cerca di sé stessa?