Ugo Russo: cosa sappiamo della morte del giovane napoletano

Il giallo della morte di Ugo Russo è di stretta attualità: cosa sta succedendo in queste ore e cosa è accaduto la notte dell’0micidio.

Il giovane Ugo Russo, ucciso da un carabiniere a Napoli (Facebook) – Ultimaparola.com

La notte del 29 febbraio del 2020, Ugo Russo viene ucciso da un carabiniere, mentre insieme a un complice sta cercando di rapinarlo. Ha solo 15 anni e quella morte ha suscitato reazioni avverse nell’opinione pubblica del nostro Paese. In tanti, si sono schierati col militare dell’Arma e col suo presunto diritto di difendersi, ma la famiglia del ragazzo ucciso non si è mai data pace.

La ricostruzione della morte di Ugo Russo: ombre sul giallo

Chi era davvero Ugo Russo (Facebook) – Ultimaparola.com

Ma cosa sappiamo di quella morte e che piega hanno preso adesso le indagini riguardanti quel decesso di un ragazzo di 15 anni, che la famiglia sostiene sia stato descritto come ciò che non era veramente? La morte di Ugo Russo avvenne nella zona di Santa Lucia, a Napoli, col carabiniere che gli sparò mentre si trovava in compagnia di un complice a quanto pare era in quel momento libero dal servizio.

Per i familiari e gli amici del giovane ucciso, qualcosa non quadra e si costituisce subito il Comitato ‘Verità e Giustizia per Ugo Russo’. Già il giorno delle esequie, uno striscione dovrebbe aprire il corteo funebre, che però non si tiene a causa del Coronavirus. Quel giorno, peraltro, ci sono scintille tra carabinieri e familiari della vittima, sia perché un militare dell’Arma è accusato di omicidio, sia appunto perché in tanti vogliono dare un ultimo saluto al ragazzo.

La difesa del carabiniere, il giallo della morte di Ugo Russo e delle rapine, l’accusa di omicidio volontario

Ugo Russo, è giustizia fai da te? (Facebook) – Ultimaparola.com

Da parte sua, il carabiniere accusato dell’omicidio spiega di essersi subito qualificato come un militare dell’Arma e che si sarebbe visto puntare addosso la pistola dal giovane rapinatore. Che però era un giocattolo privo del tradizionale tappo rosso. C’è un altro elemento che non è mai stato chiarito: il 22enne carabiniere di stanza a Bologna ma in permesso a Napoli non spara un colpo, secondo il papà di Ugo Russo sono addirittura sei sul corpo del figlio, non è chiaro se abbia provato anche a colpire il complice del 15enne.

Della vicenda, si è occupato anche il fumettista Zerocalcare, che ha realizzato una graphic novel su quanto accaduto e sui punti oscuri mai chiariti, se ne occupano anche altri artisti, si chiede che nessuno si faccia giustiazia da solo. E oggi si è arrivati anche al rinvio a giudizio per il carabiniere, che deve rispondere di un’accusa pesantissima: omicidio volontario aggravato. Nelle stesse ore, Ferdinando De Crescenzo – il complice di Ugo Russo nella rapina – è ricoverato in ospedale dopo un incidente in scooter e grande ansia c’è nei Quartieri Spagnoli, da dove provengono entrambi i giovani.

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