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Cavallette, allarme in Sardegna: altre regioni a rischio. La situazione

Pubblicato da
Lorenzo M. Pierini

Miliardi di cavallette hanno invaso i campi coltivati all’interno della provincia di Nuoro, in Sardegna. Non si esclude che l’emergenza possa colpire anche altre regioni. Tutti i dettagli.

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Cavalletta (Foto Pixabay.com)

È allarme cavallette in Sardegna. Nella Regione è vera e propria emergenza. Un problema che si potrebbe estendere anche ad altre zone del nostro Paese.

L’irruzione da parte di tali insetti sarebbe di quantità davvero considerevole. Si sta parlando miliardi di cavallette che da diversi giorni avrebbero devastato più di 30mila ettari di campi coltivati all’interno della provincia di Nuoro.

Mediamente le cavallette avrebbero mangiato fra le duecento e le duecentocinquanta tonnellate di vegetazione tutti i giorni.

Cavallette, emergenza in Sardegna. L’invasione potrebbe colpire anche altre regioni

Ignazio Floris, docente di Agraria all’Università di Sassari, non esclude la possibilità le cavallette invadano anche ulteriori regioni italiane.

Il caldo e la siccità favoriscono tutti gli insetti le infestazioni sono difficili da prevedere, ma – si legge sul sito di Repubblica – non escluderei che altre regioni possano essere colpite in futuro.

Cavalletta (Foto Pixabay.com)

Inoltre il docente di Agraria all’Università di Sassari ha aggiunto che ogni femmina di Dociostaurus maroccanus depone sino a cento uova ogni giorno.

L’infestazione può crescere da un anno all’altro anche del 100% – ha affermato il docente dell’Università di Sassari – raggiunge un picco massimo e dopo inizia a calare. Io credo che siamo arrivati al picco.

Un’invasione cominciata nel 2019 con un migliaio di ettari. Stando agli esperti, quella attuale potrebbe piagare l’isola con un’intensità calante per ulteriori tre o quattro anni.

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L’ondata attuale potrebbe interessare 50mila ettari. Si tratta di un record assoluto per i tempi moderni. Roberto Pantaleoni, entomologo del Cnr e dell’università di Sassari, ha dichiarato.

Nel 1946 ci fu un’ondata spaventosa – ha ricordato – C’era stata la guerra. I campi erano abbandonati e le cavallette trovarono le condizioni ideali per diffondersi. L’infestazione attuale non è paragonabile a quella di allora, ma è una delle più grandi degli ultimi decenni.

Lorenzo M. Pierini

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Lorenzo M. Pierini