Giovane disabile viene abusata sui mezzi pubblici. Accusati gli autisti di violenza sessuale. I dettagli

Si tratta di una vicenda che ha avuto inizio già qualche anno fa e che si è protratta nel tempo. Adesso però le indagini sono terminate.

Carabinieri
Carabinieri (Facebook)

Ci si riferisce a una situazione che, secondo quanto è emerso, andava avanti già da qualche tempo. Così, negli ultimi giorni, si è decisivo in maniera definitiva di portare sul banco degli imputati nei primi del prossimo Luglio tutti coloro che sono ritenuti essere i presunti colpevoli.

Non è una qualcosa che è accaduto in queste ore, bensì la vittima aveva dovuto sopportare vari episodi di questo genere. In particolare, ci stiamo riferendo a una giovane disabile residente a Taranto che pare sia stata ripetutamente abusata da degli uomini in servizio presso Amat S.p.a., la società di autotrasporti del capoluogo pugliese.

Sono otto gli autisti che, al momento, sono stati accusati di violenza sessuale nei confronti della diciottenne tarantina. Un paio di anni or sono, infatti, la ragazza, forse dopo qualche esitazione, fu spronata dal fidanzato a denunciare ai carabinieri queste persone che si erano spudoratamente approfittate di lei.

L’anno scorso, quindi, il giudice non aveva considerato opportuni gli arresti domiciliari per le persone coinvolte, ma aveva dichiarato il divieto di avvicinamento alla ragazza. Tuttavia, ben presto, l’azienda aveva deciso di sospenderle dal lavoro.

Il proseguimento della vicenda

La probabile ricostruzione che è stata svolta in seguito alle indagini, quindi, delinea i fatti molto chiaramente. In pratica, da quello che si è intuito, gli autisti in questione avrebbero più volte parcheggiato il mezzo pubblico in posti tranquilli come, per esempio, il capolinea situato vicino al porto mercantile.

Amat spa
Un autobus di Amat S.p.a. (Instagram)

Dopodiché, evidentemente per essere sicuri di non essere né visti né disturbati, avrebbero iniziato ad abusare della donna. Tutto questo peraltro reso ancora più indubbio dalle fotografie e dei video che i colpevoli si erano inviati a vicenda tramite un servizio di messaggistica.

Di recente, inoltre, sono state eseguite delle intercettazioni da chi di dovere e sono così emerse altre prove della loro colpevolezza, soprattutto perché uno degli autisti ha affermato di sapere con certezza i nomi di chi ha esercitato violenza sulla malcapitata.

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Per di più, ciò che aggrava la loro colpa è anche il fatto di aver agito pur essendo a conoscenza del fatto che la giovane donna soffre di leggeri disturbi mentali. Insomma, si cercherà necessariamente di concludere nel modo più adeguato la spiacevole vicenda.

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