Vladimir Luxuria, la confessione choc: “Mi facevano la pipì nelle scarpe”

Durante un’intervista, l’opinionista ed ex parlamentare della Repubblica Italiana ha ricordato alcuni momenti difficili della sua vita

Vladimir Luxuria
Vladimir Luxuria (foto da profilo ufficiale Instagram)

Nella nuova puntata di Storie Italiane, Vladimir Luxuria ha parlato del dramma del bullismo che ha vissuto in prima persona. L’opinionista ha così ripercorso i momenti più dolorosi della sua esistenza. Ha raccontato di essere stata picchiata e colpita nel profondo però è riuscita a resistere senza sprofondare nella disperazione.

L’ex esponente politica ha raccontato che il periodo della scuola è stato una tragedia e lei si sentiva come un condannato che si dirige verso il patibolo. Per l’artista era come avere una palla al piede.

Vladimir Luxuria nell’ultima intervista parla del suo passato doloroso

“Sapevo che ogni volta che entravo a scuola ci sarebbero state risatine, qualcuno avrebbe scritto un insulto sul mio quaderno, quando andavo a ginnastica ero il momento peggiore, mi facevano la pipì nelle scarpe negli spogliatoi, e ancor peggio sentire che tutta questa sofferenza te la devi vivere da sola, nessuno ti ascolta, pensi che sia tu la persona sbagliata. non ne puoi parlare a casa e a scuola gli insegnanti giravano la testa dall’altra parte”, sono toccanti le parole utilizzate dall’opinionista per raccontare il suo passato.

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Vladimir Luxuria (Screenshot Instagram)

Vladimir Luxuria, intervenuta nella trasmissione Storie italiane per parlare del caso di Michele Ruffino, il ragazzo morto suicida a 17 anni a causa degli insulti ricevuti dai compagni di classe, ha commentato: “Io pensavo che queste cose appartenessero al passato io ho avuto la forza, forse un angelo non so, anche nei momenti più bui… anche io ho fatto brutti pensieri, ma sono stata non lo so… ho avuto un angelo. C’è stata una mano invisibile che ha lanciato Michele giù da quel ponte, la mano di tutti coloro che avrebbero potuto fare qualcosa. Michele aveva condiviso il suo malessere, girare la testa dall’altra parte significa avere spinto questo splendido e meraviglioso ragazzo giù dal ponte. Queste persone non hanno capito che cosa hanno fatto, non si sono pentite, anzi hanno inveito sul cadavere di Michele il giorno del funerale. La disumanità di quanto successo travalica qualsiasi immaginazione”.

La scrittrice pugliese nasce come Wladimiro Guadagno e la sua non è stata un’infanzia serena a causa della sua natura che a fine degli anni Sessanta era scarsamente accettata Italia. In passato ha confessato pubblicamente di aver abusato di sostanze stupefacenti nel periodo in cui lavorava come prostituta.

 

 

 

 

 

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