Morte Maradona, a distanza di mesi finalmente emerge la verità. I dettagli

La verità su Diego Armando Maradona a un giorno dall’anniversario della scomparsa del Pibe de Oro: le parole di Ottavio Bianchi e Alessandro Renica.

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(Getty Images – Mandatory Credit: Allsport UK /Allsport)

Alessandro Renica, ex giocatore del Napoli vincitore degli scudetti, ha ripreso un’intervista da parte di Ottavio Bianchi a Il Messaggero e sui social network un giorno dall’anniversario della scomparsa di Diego Armando Maradona, attaccando i detrattori del Pibe de Oro.

Finalmente si ristabilisce la verità!! Diego si allenava molto anche di più di tutti noi. Nessuno deve permettersi di denigrare un uomo generoso buono e amorevole, lo abbiamo amato tutti perché era impossibile non amarlo e voi tifosi partenopei lo avete capito e amato come tutti noi perché avete colto i suoi valori e la sua generosità!! E rimarrà per sempre il nostro “Diego”…Amazon e la sua serie raccontate la verità sarebbe meglio bugiardi!!!

Maradona, Ottavio Bianchi tuona: “Si allenava poco e male? Frottole”

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(Getty Images)

Ottavio Bianchi, nel corso della sua intervista, ha smentito chi accusava il campione argentino di allenarsi poco e male.

Gli dicevo: Diego adesso basta allenamento, vatti a fare la doccia, siamo qui da due ore. E lui niente. Dicevano che Diego si allenasse poco e male: frottole. Semmai il contrario. Non voleva uscire mai dal campo, si divertiva troppo. E pur di non tornare negli spogliatoi, si metteva in porta a parare. Anche se pioveva a dirotto e c’era tutto fango, anzi meglio, si tuffava con più gioia: me lo voglio ricordare così, allegro, che si rotola nelle pozzanghere mentre è quasi buio, e ride felice col sua palla, almeno lì lontano dalle pressioni mostruose che aveva. Il mio povero Diego.

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(Photo by Simon Bruty/Allsport/Getty Images)

Quindi l’ex allenatore della squadra azzurra ha continuato.

Ma ho avuto la fortuna di godermelo, e me lo ricordo così, nella sua genuinità. Con me e con i suoi compagni era un uomo eccezionale, spontaneo. Bastava dargli il giocattolo, la palla, e andava in estasi, era pura gioia. Era un genio e un uomo semplice. E si allenava da matti, perché più uno è un asso più lavora, come i grandi musicisti.

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