Gianni Morandi racconta lo strazio più grande mai vissuto: fan allibiti

Gianni Morandi racconta lo strazio più grande che ha mai vissuto nella sua vita ricca di avvenimenti, ecco di cosa si tratta nello specifico e perché è stato così drammatico.

Gianni Morandi racconta lo strazio più grande mai avuto
Gianni Morandi, (da Getty Images).

Gianni Morandi, recentemente, ha fatto preoccupare un po’ tutti a causa del suo brutto incidente con il fuoco. Fortunatamente, dopo tanta preoccupazione le cose sembrano essersi risolte al meglio. Nel mese di giugno, infatti, ha pubblicato un singolo insieme a Jovanotti dal titolo L’Allegria.

Il cantautore emiliano è anche un bravissimo attore e conduttore. Nelle vesti del primo, l’abbiamo visto nel telefilm L’Isola di Pietro, andato in onda su Rai 1 dal 2017 al 2019. Come conduttore ha presentato diversi programmi, in particolare si ricordano le due edizioni del Festival di Sanremo nel 2011 e nel 2012.

Attualmente è sposato dal 2004 con Anna Dan, i due hanno avuto un figlio chiamato Pietro che è diventato un rapper, il suo pseudonimo è Tredici Pietro. In passato era stato sposato anche con Laura Efrikian, da cui ha avuto tre figli: Serena, Marianna e Marco, quest’ultimo diventato un cantante anche lui.

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Gianni Morandi racconta l’episodio più difficile della sua vita.

Gianni Morandi è ritornato a parlare del suo grave incidente domestico in cui ha davvero rischiato grosso. Infatti, come ha confessato stesso lui, le fiamme erano arrivate fino alle sue orecchie. Dopo l’incidente è stato ricoverato in ospedale per diverso tempo per aver subito grosse ustioni in diverse parti del suo corpo.

 

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Ecco le sue parole che ripercorrono il drammatico evento:

“C’era un pezzo di legno verde che non andava giù. Ho preso un forcale per spingerlo e sono volato dentro a questo braciere. Non so cosa mi abbia fatto venire fuori, qualcuno mi ha guardato dal cielo”.

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Poi, ha concluso il racconto dicendo:

“Potevo non essere qui… Aggrappandomi a un ramo bruciacchiato sono uscito e mi sono buttato sul prato. Urlavo dal dolore, piangevo come un matto”.

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