L’era digitale scopre Leonardo

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L’era digitale scopre Leonardo

Leonardo

“E la fama del suo nome tanto s’allargò, che non solo nel suo tempo fu tenuto in pregio, ma pervenne ancora molto più né posteri dopo la morte”

“Le vite” del Vasari, Leonardo da Vinci”

 

Nello spazio multidisciplinare della Fabbrica del Vapore, a Milano, è in corso fino al 22 settembre la mostra del genio Leonardo da Vinci in versione 3D. Per chi, come me è abituata a intendere la pittura in senso tradizionale si troverà in un altro universo conoscitivo in grado di dare informazioni più didattiche e multisensoriali.

Il percorso espositivo si divide in una decina di sale corredate da temi diversi che ci fanno immediatamente capire quanto poliedrica fosse la personalità di Leonardo. Leonardo è tipo bizzarro e particolare, poco incline solo allo studio teorico ma vero sperimentatore in tanti campi della conoscenza umana. Figlio illegittimo del notaio Ser Piero e di Caterina, contadina di modeste origini, nasce a Vinci nel 1452 e nel 1469 entra a far parte della bottega del Verrocchio a Firenze.

E’ nella prima sala che possiamo vedere quanto Leonardo poté sperimentare in campo pittorico e imparare in quella bottega.

L’artista e il genio si fondono in Leonardo. Come in ogni campo in cui andrà a indagare. Dalla biologia, all’anatomia, fino all’ingegneria e all’aerodinamica. Anche la pittura diventa campo di sperimentazione e ricerca. Nelle prime due sale dell’esposizione possiamo rivedere in versione fotografica digitale, le opere di maggiore rilievo che Leonardo dipinse durante il suo soggiorno a Milano e non solo, ora esposte nei più importanti musei europei.  Leonardo si rivelò da subito un tipo bizzarro e particolare, paradossalmente poche incline allo studio, in realtà nella bottega del Verrocchio è già pronto a rivoluzionare il concetto di prospettiva.

Lui si rivela uno sperimentatore. Appartiene a quella gente che vuole capire come funziona la macchina umana. Antonio Paolucci, noto storico dell’arte, spiega che Leonardo appartiene a quell’area culturale dei cosidetti “Notomisti”, quelli che seguono più le teorie di Aristotele che di Platone: più inclini a studiare i movimenti del corpo e l’intera macchina dell’universo. La mentalità di Leonardo si esprime in un motto: se per gli altri la teoria genera ipotesi di realtà, per lui è dalla realtà che si possono fare ipotesi di teorie.

E’ da questa mentalità, che trae ispirazione la sua meravigliosa creatività: più dai fenomeni naturali e fisici che intellettuali. Da questi pensieri, Leonardo, pone le basi per la sua rivoluzionaria visione della prospettiva. Fino al ‘400, la prospettiva era definita “ideale”, un unico punto di fuga per mettere in scena un’immagine. Ma, dice Leonardo: “La questione prospettica, va ridiscussa ex nova.”.  L’aria gioca un suo ruolo nella scansione dei piani prospettici; questo fenomeno visivo lo chiama prospettiva “di notizia”, perché diminuisce la notizia di figure e termini che hanno essi i corpi in varie distanze. Formulerà in seguito altri termini per allargare il concetto di prospettiva che definirà ” di colore, e di spedizione”.

La sua tendenza alla sperimentazione, lo porta anche a considerare che la prospettiva non può finire in un punto unico poiché l’occhio non è unico, ma doppio. L’oggetto, quindi, può essere visto sia da un lato, sia dall’altro. E aggiunge che “fra qui e laggiù, l’oggetto è diverso e più confuso”. Di conseguenza le figure devono essere più morbide. La mentalità di Leonardo così profondamente empirica, gli permette di sperimentare in moltissimi campi della macchina umana e universale. Le sale che seguono nel percorso espositivo ci raccontano in modo anche divertente i suoi campi di sperimentazione.

In mostra si possono ammirare divertenti modelli che  Leonardo creava e perfezionava oltreché per la guerra come cannoni, carri armati e ipotesi di ali di elicottero, anche per la vita civile, aratro falciante e draga lacustre. Tra le attrattive virtuali presenti in mostra, c’è anche il maxi-libro pop-up in realtà aumentata, che interagisce con le ingegnose macchine da guerra e del volo. Inoltre è possibile utilizzare gli occhiali,” Oculus” in apposite postazioni, per entrare, in realtà virtuale, nell’affascinante mondo di Leonardo. Nelle stanze, dove creava e sperimentava i suoi prototipi.

Nell’ultima parte dell’esposizione, infine, possiamo vedere il Cenacolo in tutta la sua grandezza di fotografia digitale in movimento. Il percorso comprende anche una sala dedicata a Milano dove sono esposte le foto d’epoca sui bombardamenti di Santa Maria delle Grazie, sede del Cenacolo, e la sua ricostruzione. Per finire, una sala è dedicata ai noti Fratelli Alinari, padri della storia della fotografia italiana che documentano un fatto di cronaca sul furto della Gioconda nel 1911. Da vedere e osservare con cura ci sono anche raccolte in teche, alcune copie autentiche dei suoi numerosi taccuini, ricchi di appunti, detti Codici da Vinci.

La sala più suggestiva, meno didattica e più multisensoriale, rimane quella al centro dell’esposizione, che riassume in sequenze fotografiche e musica, l’opera di Leonardo. Sulle pareti in movimento, si stagliano i disegni dell’architettura, la pittura espressa nei dettagli dei volti delle numerose Vergini che l’artista ha dipinto. Infine la natura, una presenza costante che per il genio Leonardo è sintesi estrema nell’elaborazione del suo pensiero artistico e scientifico.

 

 

LEONARDO 3D

fino al 22 settembre

Fabbrica del Vapore, Milano

Via Giulio Cesare Procaccini, 4, 20154 Milano MI

info@leonardodavinci3d.it

+39 349 4383587

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