Icardi e Spalletti destini ormai segnati

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Icardi e Spalletti destini ormai segnati

Icardi

Un vecchio brontolone con scarpe usate, corda ai pantaloni, cicca masticata e scarpe rotte che aveva cento milioni cade in disgrazia. E’ la caricatura di un’Inter in crisi di nervi, tenuta, da tempo, in ostaggio da un giocatore che, da quando gli è stata tolta la fascia da capitano, ha cominciato a scalciare come un bambino capriccioso. Fosse stato il solo a puntare i piedi. Dietro di lui ecco Luciano Spalletti, noto per non reggere le pressioni quando il clima si surriscalda.

Gli era capitato con Hulk quando era a San Pietroburgo, poi con Totti quarantenne, infine ecco la sfida all’ok Corral con MI9. Il centravanti argentino, mai pagata la multa del ritardo agli allenamenti, si è sempre ritenuto più uguale degli altri e alla fine qualche sottoposto si è ribellato. Fine di una storia triste ma comune in migliaia di spogliatoi. Inizio di una telenovela che porterà all’allontanamento del mister di Certaldo (cui pochi interisti gli renderanno omaggio) e la dipartita dell’ex capitano, che nel momento della sofferenza era altrove, probabilmente a predicare bene e razzolare male, come ci ha abituati nelle parole e nei fatti. Il popolo interista è grato a MI9, ma adesso ne ha le tasche piene.

Quello che conta è l’Inter, ma la Società quanto ha fatto per proteggersi dalle faide interne? Da chi è stato voluto il sig. Spalletti? Se ne conoscevano i requisiti ma anche i punti deboli? Non è semplice. In verità qualcuno doveva pensarci. E’ arrivato Beppe Marotta e si è trovato in una marea che l’ha travolto e, con quei pochi mezzi di cui era in possesso, si è dovuto arrangiare. L’Inter in questo momento è lui, non Icardi e Spalletti. Dopo di che, aggiungo che le parole del tecnico toscano sono state inappuntabili, il problema è la sede in cui le ha dette. I giornali ringraziano per l’originalità dell’informazione, pronti poi a scatenarsi contro i modi, il sistema dello sfogo. Qualcosa è cambiato? Neanche per sogno. Si firmerà una pace armata tra i due contendenti, con destinazioni diverse a giugno. Il prezzo il MI9 si è dimezzato, intanto. Era preventivabile. Quello che conta, però, è tutt’altro. I nerazzurri devono centrare la Champions, dopo aver perso qualsiasi obiettivo.

E’ una mission che non si può fallire. Poi a giugno si faranno i conti. Chi andrà via, chi arriverà, chi rimarrà? Queste, però, sono altre storie.

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