lunedì , novembre 19 2018
Breaking News
Home / Arte / Portafiori a forma di uccello

Portafiori a forma di uccello

C’era una volta Picasso non si può dire, perché Picasso è vivo ancor oggi più che mai.

Philipe Daverio sostiene che se tra cinque secoli dovessimo cercare un quadro che riassuma il xx secolo e le sue catastrofi sceglieremmo “Guernica”, il quadro in cui Picasso esprime tutta la sua poetica di uomo e di artista. Questo immenso poema visivo è stato presentato a Milano nel 1953 a Palazzo Reale.

Nella mostra attuale, “Picasso Metamorfosi”, sempre nel grande Palazzo Milanese, sarà l’antichità classica con le sue figure mitologiche come fauni, minotauri, cavalli e uccelli a essere trasformati da Picasso in icone vive e attuali.

Picasso Faune, cheval et oiseau

Il percorso espositivo si divide in 6 sezioni e presenta le opere dell’artista accostate a quelle di arte antica come ceramiche, vasi, statue, rilievi idoli e stele, che lo hanno ispirato e profondamente influenzato.

Picasso, cognome genovese, era di madre ligure e padre spagnolo ,di nascita si chiamava Pablo Ruiz, figlio di un modesto pittore a Malaga. Lui adotterà però il cognome della madre la doppia “S” non era comune nella lingua spagnola e il suono di quel cognome era per lui più altisonante.

Picasso amava la luce, scoprire la magica luce della Liguria e della Provenza. E appena potrà si stabilirà in varie residenze nei dintorni di Nizza a metà strada dal luogo di nascita della madre e da quello del padre. 

Ernst  Beyeler, il suo mercante svizzero storico, definisce Picasso come l’artista con un’energia enorme, una creatività e una capacità di essere trasformista e accumulatore di forme. Amante delle donne di cui parla a lungo nei suoi quadri. La passione e l’amore, l’erotismo a volte esasperato e anche l’impegno politico. Si definiva comunista e con i suoi quadri  voleva essere rivoluzionario.

E rivoluzionario è con il suo segno grafico” graffiante”, con le sue forme geometriche che riducono l’oggetto a sintesi estrema. “Il cubismo, diceva Picasso, non è né il seme, né la germinazione di un’arte nuova: esso rappresenta una tappa nello sviluppo delle forme pittoriche originali.  Io non sono surrealista, né astrattista . E poi ancora, “Con la pittura, scrive, si deve agire direttamente, come nella vita. Tuttavia la pittura ha le proprie convenzioni, che è necessario considerare, dal momento che non si può fare altrimenti. Per questo si deve sempre tener d’occhio la presenza della vita.

La sua longeva carriera, muore a 92 anni, è caratterizzata e definita nella sua pittura dal periodo blu e rosa più malinconici, da quello africano, e da quello cubista.

L’arte, sostiene Picasso, non ha passato né avvenire. L’arte che è impotente ad affermarsi nel presente non si realizzerà mai. Non è il passato che appartiene all’arte greca o l’arte egiziana: sono più vive oggi di quanto non lo fossero ieri. “ 

Nella opere in mostra  a Palazzo Reale, Picasso rivela sua straordinaria capacità di rendere attuali le figure

Picasso Tête d'homme barbu

mitologiche,  il minotauro con il corpo di uomo e la testa di toro rappresenta la brutalità, l’istinto animale senza regole, e i fauni,  rappresentati come esseri umani barbuti con orecchi, corna e zoccoli caprini, che vengono definiti come esseri lascivi, dediti alla musica e a danzare con le ninfe.

Ma l’istinto vitale di Picasso e la tensione erotica che declina in tutta la sua opera si esprime in molti quadri presenti in mostra, dove è la donna la presenza più importante, la musa che lo ispirerà sempre per tutta la sua vita.

Nella quinta sezione della mostra, è la spettacolare scultura “La donna in giardino” del 1932, che introduce le “Metamorfosi di Ovidio” di cui Picasso illustra nel 1931 una celebre edizione pubblicata da Albert Skira e di cui Skira, in occasione della mostra, riediterà la copia anastatica.Le scene immaginate da Picasso accompagnano il testo e sottolineano l’importanza  della fonte letteraria nell’interpretazione che ne propone l’artista.

La sesta sessione della mostra è dedicata alla ceramica. Picasso ne riscopre il fascino nel dopoguerra. E’ attraverso la ceramica che aprirà un nuovo capitolo per riscoprire l’antico che per lui è sempre calato nella modernità.

 

PALAZZO REALE

Milano Piazza Duomo 12   

Picasso Metamorfosi   

dal 18 ottobre 2018 al 17 febbraio 2019

A cura di Pascal Picard

Promossa e prodotta dal Comune di Milano- Palazzo Reale, Cultura, e MondoMostre Skira

Orari   

Lunedì 14.30-19.30

Martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30

Giovedì e sabato 9.30-22.30

Infoline e prevendite 

02 92897755- singoli

02 92897793- gruppi

mondomostreskira-gruppi.vivaticket.it

Prenotazioni e visite guidate

info@adartem.it   www.adartem.it 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *