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Gattuso, scelta vincente

Ancora tutto da vedere in merito alla conferma della partecipazione del Milan alla prossima Europa League. Ma sul campo, il club rossonero, è riuscito a centrare l’obiettivo prefissato ad inizio stagione. Un campionato decisamente con alti e bassi. La prima parte con alla guida Montella: 18 partite, solo 6 vittorie. Sei anche le sconfitte, di cui tre di fila (Samp, Roma e Inter). Una situzione difficile per l’Aeroplanino, che diventa ingestibile dopo il ko a Napoli e soprattutto in seguito allo 0-0 casalingo contro il Toro, dell’ex allenatore rossonero Sinisa Mihajlovic. Insomma, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Arriva l’esonero, viene incaricato Rino Gattuso, che tra l’altro è un viso molto conosciuto nell’ambiente. Una scommessa rischiosa, sia da parte della società che da quella di Rino, accettare questa promozione dalla Primavera alla prima squadra. Forse nel momento più difficile della storia del club, in cui lo spogliatoio è spaccato e non c’è un leader vero e proprio. 20 punti conquistati in 14 giornate da Montella, veramente pochi e la situazione in classifica sta diventando davvero molto difficile. L’ esordio di Gattuso sul campo del neopromosso Benevento (bestia nera del Milan): pareggio all’ultimo secondo, grazie al gol del portiere Brignoli, primo punto per i campani nella storia della Serie A. Sembra un incubo che non finisce mai per i rossoneri.

Poi la reazione contro il Bologna, vittoria scaccia-crisi? Invece no, arrivano due pesanti sconfitte contro Verona e Atalanta. Il buio più totale, e da quel momento Gattuso prende in mano la situazione con l’aiuto del capitano Bonucci. Punta su Cutrone in attacco, con Calhanoglu e Suso, la squadra mette la quinta e riparte alla grande: 11 risultati utili consecutivi. Nelle ultime 20 gare di A, solo due le sconfitte: a Torino contro i campioni d’Italia e a San Siro, contro il Benevento. Un cammino pazzesco nella seconda parte di campionato: 40 punti conquistati, per un totale di 64.Uun punto in più dello scorso anno ,ma il risultato è uguale: sesto posto, che significa Europa League. In questa competizione, 2017/2018, il Milan è stato fermato dall’Arsenal agli ottavi, anche a causa di qualche grosso errore arbitrale.

Ma il Diavolo ha ripreso la sua identità, dimostrata dall’arrivo in finale di Coppa Italia, poi purtroppo persa grazie alla forza della Juve e per colpa degli errori di Donnarumma. Gattuso ha fatto vedere le sue qualità, come prima faceva nel ruolo di calciatore. Ora le trasmette alla grande ai suoi giocatori: grinta, cuore e sacrificio. Non è bastato per trionfare all’Olimpico, ma per un’ora i rossoneri hanno tenuto bene il campo di fronte ai bianconeri. Le basi ora ci sono tutte, il condottiero Rino è pronto a guidare il gruppo per competere su tutti i fronti. Ovvio, servirà qualche giocatore di qualità. La società sta lavorando per rinforzare la rosa, prima serve chiarire con la UEFA, ma questo Milan meriterebbe l’Europa anche solo per quello che ha fatto vedere in campo, nel girone di ritorno.

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