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A tu per tu con Alessandro Scanziani

Siamo alla vigilia della seconda giornata di campionato. Per Unfolding Roma, abbiamo intervistato per voi Alessandro Scanziani, grande giocatore degli anni 70/80 e vincitore di due Coppe Italia con l’Inter (1978) e con la Sampdoria (1985). Con lui abbiamo fatto il punto sull’Inter, sul campionato e sul modo di raccontare le partite.

Fino a 10 anni fa, in ambito calcistico, avevamo presidenti come Moratti, Berlusconi, Sensi…Mentre adesso alle spalle delle società ci sono gruppi economici molto potenti. Non ti sembra che il calcio non sia più solo uno sport, ma sia diventato solo un grande business economico?

Il calcio in quanto tale rimane sempre uno sport, un sport tra i più belli a mio parere. Mi sembra evidente che per poter competere con altre realtà, molto più avanti della nostra, occorrono proprietà che possano fare grandi investimenti. La Juventus, che ha già vinto 5 campionati di seguito, lo dimostra, con uno stadio di proprietà e una società alle spalle che programma e acquista, compra i migliori talenti che ci sono nei nostri campionati. Chiaramente è diventato un business, per poter competere con altre realtà in Europa. Ma il tutto si può pretendere o con proprietà straniere o con una ripresa economica dell’Italia in generale.

Senza andare troppo lontano, se nel 2010 ti avessero detto che l’Inter sarebbe passata in mano ai cinesi, che reazione avresti avuto?

In effetti non pensavo che i cinesi potessero acquistare società italiane, soprattutto del livello dell’Inter. Ma mi sembra di notare che vogliano investire per farsi conoscere a livello mondiale. Stanno investendo molto anche nella loro realtà calcistica con acquisti di giocatori più o meno bravi con ingaggi sicuramente superiori ai valori degli stessi giocatori.

Il gruppo Sunning ha cambiato nome al centro sportivo “Angelo Moratti” per questione di pubblicità e bilanci. Moratti sembra che non l’abbia presa molto bene. Tu che idea ti sei fatto?

Il gruppo Sunning sta investendo molti soldi nel nostro calcio e quindi deve anche trovare il sistema per poter mettere soldi che possano rendere questa squadra il più competitiva possibile. Questo può farlo con grossi investimenti e deve trovare il modo per mettere soldi nella società. Il cambio del nome del centro sportivo è una strada che permette loro di mettere soldi nelle casse della società. L’Inter non è di Moratti ora, quindi non vedo il problema. L’Inter è dei suoi tifosi.

All’Inter hanno sempre contestato la scarsa presenza di italiani nella rosa dei giocatori disponibili. Ritieni che questo, per un allenatore, sia un problema per la formazione di un gruppo solido e affiatato?

L’Inter ha vinto il “triplete” con giocatori stranieri e tutto andava bene perché erano tra i più bravi in circolazione. Ormai molte squadre sono composte da tanti stranieri. Di per se non è uno svantaggio, se questi stranieri sono nettamente superiori ai calciatori italiani. Ma se devo essere sincero mi sembra che ci siano molti stranieri che non sono fenomeni. Per fare un esempio ai miei tempi in Italia giocavano 2 stranieri per squadra, ma si chiamavano: Maradona. Platini. Zico. Falcao. Francis. Souness…ecc…Calciatori molto bravi che noi cercavamo di emulare, che ci insegnavano qualche cosa. Ora non mi sembra che sia la stessa cosa. I più forti sono in altri campionati. Per un allenatore riuscire a costruire una squadra non è facile, molti parlano una lingua diversa tra di loro e non sanno l’italiano. Non so come si esprime il mister, cosa capiscono delle sue indicazioni. Io opterei per un gruppo di italiani a cui affiancare stranieri bravi, e l’obbligo di imparare la nostra lingua nel più breve tempo possibile.

Pioli, dal giorno del suo arrivo, ha disputato 7 partite: 5 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta. La zona Champions è ancora raggiungibile, oppure sono stati persi troppi punti nella prima parte del girone di andata e l’occasione è da ritenersi ormai sfumata?

Pioli sta facendo un magnifico lavoro. I risultati sono dalla sua parte, anche se alcune partite sono state vinte con un pò di fortuna correndo molti rischi in difesa, ma ora migliorano di partita in partita. Arrivare in zona Champions non è impossibile ma dipende anche dalle squadre che ora sono davanti e non solo dai nostri risultati. Ma dobbiamo migliorare molto in zona realizzativa, le tre squadre che sono nei primi tre posti hanno segnano 40 gol circa nel girone di andata, noi circa 30, ne mancano 10 per essere sullo stesso loro livello.

Nel mercato di gennaio, la nuova proprietà ha comprato Gagliardini, un giovane italiano di talento. E’ questa la strada giusta?

Credo di si. Mi piacerebbe vedere un bel gruppo di italiani che poi coinvolgono gli stranieri nel progetto e che sappiano trasmettere il senso di appartenenza a questa maglia.

Cosa servirebbe all’Inter per diventare più competitiva per lo scudetto?

Bella domanda. Sono molto esigente. Primo, calciatori orgogliosi di vestire questa maglietta, disposti a fare sacrifici ogni giorno. Qualche innesto in difesa, due terzini (si chiamano ancora cosi?) che sappiano prima di tutto difendere e poi magari anche dare una mano in fase offensiva. Una seconda punta che sappia assecondare Icardi in fase realizzata. In pratica avere una altro attaccante che garantisca almeno 15 gol, ma soprattutto un bel regista in mezzo al campo che faccia la differenza dal punto di vista tecnico e tattico.

Seguendo le partite in televisione, siamo sempre più spesso bombardati da neologismi prettamente calcistici. Aldo Grasso, parlando delle telecronache sportive, ha scritto: “stiamo assistendo a un’involuzione linguistica: tutta colpa del “covercianese”, quel gergo da scuola allenatori parlato dagli ex calciatori che ora affiancano i telecronisti in veste di esperti”. E giusto che anche le telecronache parlino in modo tecnico oppure una partita, secondo te, va raccontata con un linguaggio più accessibile a tutti, anche ai meno esperti di calcio?

A dire il vero spesso abbasso il volume perché fatico a sentirli esprimersi con quei termini. La maggior parte degli spettatori sono tifosi, non abituati a certe espressioni, non si tratta di educarli ma di farli partecipi della partita stessa. Fare in modo che si divertano, magari spiegare il perché di certi errori o meglio mettere in evidenza la bravura dell’avversario o esaltare le belle giocate. Molti sono molto critici evidenziando gli errori, non si ricordano dei loro…..

Simeone, più volte, ha dichiarato che in futuro gli piacerebbe allenare l’Inter. Può essere l’uomo giusto oppure, prima, è necessaria una struttura societaria più adeguata?

La società è la cosa più importante, che abbia disponibilità economiche e che sia ben strutturata. Lo staff tecnico di qualità. Di conseguenza anche i calciatori saranno bravi e stimolati a dare il massimo. Simeone ora è in una società molto competitiva, credo che possa anche scegliere i giocatori da cedere o prendere, partecipa ad un campionato di grande livello, credo che gli convenga rimane a Madrid.

Da Signori a Mauri, da Doni a Bettarini: sono 37 gli imputati nel maxi processo che si apre a Cremona sul caso calcio scommesse. Alla sbarra anche l’ex portiere della cremonese, che avrebbe versato un sonnifero nelle borracce dei suoi ex compagni di squadra. Ci si aspettano condanne esemplari?

Ma, soprattutto, questo calcio, secondo te, è veramente pulito?Io di base sono un garantista, detto questo se ci sono prove inconfutabili della loro colpa, se davvero hanno venduto partite e anche scommesso sulle stesse, bisogna prima di tutto fare in modo che queste cose non avvengano più, poi radiare questi “colpevoli” in modo che non possano più fare danni, anche dal punto di vista dell’immagine del nostro calcio. La dove sia possibile cercare di ritornare in possesso dei soldi “rubati” e con gli stessi costruire campetti nelle periferie, in modo da dare a tutti i ragazzini uno spazio dove divertirsi e perché no aspirare a diventare campioni.

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